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FilmClod è pronto al ritorno

21 giugno 2010 in film news

Salve a tutti,
come avrete potuto notare, sono assente dal blog da parecchio tempo, anzi, decisamente troppo tempo.

A causa di impegni vari e anche in preda ad un periodo di bassa ispirazione cinematografica non sono riuscito più ad aggiornare il blog con continuità, ma ora l’impegno è di ritornare a scrivere al più presto e continuare a darvi i miei “preziosissimi” consigli cinematografici.

A presto allora, ed intanto buon inizio d’estate.

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Romanzo Criminale

11 marzo 2010 in film italiano, film mafia

Romanzo CriminaleVotoClod: 7/10

Titolo originale: Romanzo Criminale
Lingua originale: Italiano
Paese: Italia/Francia/Gran Bretagna
Anno: 2005
Durata: 152′
Genere: gangster, poliziesco
Regia: Michele Placido

Probabilmente uno dei film meglio riusciti di Michele Placido, Romanzo Criminale rientra tra i gangster movie all’italiana e racconta le “gesta” della banda della Magliana, che per più d’un ventennio ha sparso terrore a Roma ed in tutta Italia.
Al centro della pellicola ci sono i capi della banda, ovvero il Libano, il Freddo ed il Dandi, interpretati rispettivamente da Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria; a questi dà la caccia il commissario Scialoja, interpretato da Stefano Accorsi.

Il film inizia raccontando la gioventù dei futuri boss, alle prese con i primi furti ed i primi crimini. Da questo momento in poi inizierà la loro scalata nel mondo della malavita, mostrandoci il tutto con uno sguardo dal basso così come dal basso è nata la banda della Magliana.
Placido porta quindi sul grande schermo una storia che narra alcuni dei momenti più cupi della recente storia italiana, dal caso Moro alla strage della stazione di Bologna, realizzando una trasposizione abbastanza fedele del romanzo di Giancarlo di Cataldo (che ha collaborato anche nella realizzazione della sceneggiatura).

Nel corso delle 2 ore e mezza Placido rispolvera il cinema noir italiano della migliore tradizione durante cui rimane impossibile non farsi coinvolgere nelle vicende dei protagonisti e nella loro lenta discesa all’inferno, con un filo conduttore molto schietto e ruvido che collega saldamente l’inizio e la fine del film.

L’ambientazione è ottima e riproduce al meglio la Roma degli anni ‘70 e ‘80 rendendo palpabile quella sfumatura dei confini tra politica e criminalità, che tendono sempre di più a confondersi.
Tutto ciò è reso possibile anche dalla bravura del cast tra cui, oltre ai quattro già citati, non sfigura per niente un Riccardo Scamarcio ben mimetizzato nei panni de il Nero ed Anna Mouglalis che porta sullo schermo la conturbante Cinzia “Patrizia” Vallesi.
A mio avviso rimangono superiori le interpretazioni di Kim Rossi Stuart ma soprattutto di Claudio Santamaria che con il Dandi dà sfoggio di tutta la sua bravura, regalandoci uno dei personaggi più carismatici del cinema italiano recente.

Purtroppo vi sono anche alcune note dolenti, prima fra tutte l’eccessiva durata dovuta principalmente alla mancanza di coraggio (passatemi il termine) di Placido, che rimane fin troppo fedele al romanzo evitando di fare quei tagli che secondo me avrebbero alleggerito la pellicola quel tanto che basta per evitare alcuni cali di tensione, specialmente nel finale.
Inoltre ritengo che sia stata data troppa enfasi alle vicissitudini amorose che nella parte centrale del film distolgono l’attenzione dai giochi di potere all’interno della banda e soprattutto aggiungono ulteriori distrazioni ad una trama già di per sè complicata e ricca di eventi.

Nonostante tutto Romanzo Criminale rimane un buon esempio di come il cinema italiano possa regalare soddisfazioni sul grande schermo e di come, con il giusto cast a disposizione ed una regia di qualità, il successo si possa raggiungere anche fuori dalla sfera “cinepanettoniana”.

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Top Ten Film 2009 (lug/dic)

31 gennaio 2010 in top ten film

Agli albori del 2010 pubblico la seconda parte della mia personalissima classifica dei film più belli dell’anno appena finito.
Ovviamente anche in questo caso si parla dei film più belli del 2009, ma in riferimento alle pellicole uscite nel nostro paese nel semestre luglio/dicembre.

Anche in questo caso, come già era stato fatto per la Top Ten dei film più belli del 2009 (gennaio/giugno), ho cercato di essere il più imparziale possibile, basandomi sia sulle mie impressioni, ma anche sulle valutazioni dei principali siti dedicati al mondo del cinema.

10 – Sherlock Holmes, di Guy Ritchiesherlock-holmes
Probabilmente la vera rivelazione dell’anno, ma in fondo bisognava aspettarselo da quel volpone di Guy Ritchie.
Un’adrenalinica avventura interpretata da personaggi irresistibili e con un Robert Downey Jr. in gran forma che rende più che riuscita la rivisitazione moderna di questo storico personaggio della letteratura;

nel-paese-delle-creature-selvagge9  – Nel paese delle creature selvagge, di Spike Jonze
Il visionario regista Spike Jonze porta sul grande schermo la fantastica storia di Max, pestifero ragazzino che mandato in punizione dalla madre, si crea un mondo immaginario popolato da straordinare creature che lo nominano come loro Re. Il film si dimostra una grande prova di rappresentazione visiva ed è al tempo stesso capace di emozionare e commuovere;

500-giorni-insieme8  – 500 giorni insieme, di Marc Webb
Una bellissima commedia omantica veramente innovativa che racconta splendidamente l’innamoramento e la sua idealizzazione. Diretto splendidamente dall’esordiente Marc Webb, il film ha riscosso un grandissimo successo anche grazie ai bravissimi Joseph Gordon-Levitt e Zooey Deschanel in grado di raccontarci splendidamente una storia che più che altro è assolutamente realistica ;

il-nastro-bianco7  – Il Nastro Bianco, di Michael Haneke
Il film trionfatore all’ultimo Festival di Cannes,  che ci porta a riflettere una volta in più sulla Germania nazista vista all’interno di un dramma familiare. Haneke realizza un film efficacissimo dal punto di vista drammatico, sfruttando al meglio l’evocazione visiva del bianco e nero e di inquadrature statiche che creano una costante tensione nello spettatore;

totoro6  -Il mio vicino Totoro, di Hayao Miyazaki
Un film d’animazione del 1988 che esce al cinema 11 anni dopo? In Italia si può, e per fortuna aggiungo io.  Uno dei capolavori di Miyazaki considerato il più “leggero” di tutti ma quasi perfetto nella sua semplicità e nella sua purezza, e capace di concentrare al meglio le attenzioni sul mondo della natura e sulla famiglia;

moon5  – Moon, di Duncan Jones
Un bellissimo thriller fantascientifico come non si vedevano da tempo. Duncan Jones dirige magistralmente Sam Rockwell, astronauta che dopo tre anni sulla luna non riesce a tornare al pianeta natale. Moon è un altro dei piccoli capolavori che il cinema indipendente ci ha regalato, alla riscoperta dello spazio con tutti i suoi segreti ed il suo fascino senza tempo;

a-serious-man4  – A Serious Man, di Etan e Joel Coen
I fratelli Coen continuano a non sbagliare un colpo e ci regalano una fantastica black comedy. Con questo film i due registi riscoprono il loro lato cinico e la loro spietata schiettezza nel raccontarci la “bizzarra” vita di Larry Gopnick, un ebreo medio alle prese con diversi problemi familiari, descritti con la loro tipica ironia ed ovviamente senza nessuna pietà per la società descritta;

up3  – Up, di Pete Docter e Bob Peterson
Decimo film di animazione di casa Pixar e decimo capolavoro (forse il più riuscito ad oggi). Up racconta la storia di Carl Fredricksen, un vecchietto che desidera realizzare il sogno della sua vita, raggiungere le Cascate Paradiso in Sudamerica come promesso alla sua amata Ellie.
Uno stile grafico essenziale permette di apprezzare al meglio la bellezza dei personaggi e l’ottima regia che si mantiene sempre avvincente e spettacolare per un film di animazione che piace più ai grandi che ai piccini e che rende al massimo anche nel tradizionale 2D;

district-92  – District 9, di Neill Blomkamp
Un altro regista esordiente ci regala un vero e proprio capolavoro della fantascienza. Ispirato ad un cortometraggio e prodotto da Peter Jackson, District 9 è un prodotto che ha conquistato tutti grazie al suo impatto visivo e alla sua trama, perfetta metafora della situazione degli immigrati nel mondo.
Un magico mix di ultra realismo unito a momenti fantascientifici memorabili, soddisferanno tutti, sia amanti del genere che non;

1- Bastardi senza gloria, di Quentin Tarantino
Sua maestà Quentin Tarantino torna a regalarci uno dei suoi capolavori, paragonabile addirittura a Pulp Fiction sia dal punto di vista della regia che dall’ottima sceneggiatura costrutita su dialoghi memorabili.
Un cast stellare tra cui spiccano Brad Pitt ed Eli Roth, ma su tutti si erge un monumentale Christoph Waltz nei panni del perfido colonnello delle SS, Hans Landa. Basato sulla classica struttura a capitoli, il film è curato in ogni suo piccolo dettaglio ed ogni singola battuta contribuisce a realizzare questo capolavoro del cinema.
Un omaggio in tutto per tutto alla settima arte, di cui, grazie alle opere di Quentin, è impossibile non innamorarsi.

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Avatar

19 gennaio 2010 in film fantascienza

AvatarVotoClod: 10/10

Titolo originale: Avatar
Lingua originale: Inglese
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 162 minuti
Genere: fantascienza
Regia: James Cameron

E’ il film più chiaccherato del momento ed i fan più accaniti lo stanno aspettando da oltre 10 anni. Dopo un lungo calvario e dopo 4 anni di produzione, la più costosa della storia del cinema, finalmente Avatar è giunto nei cinema di tutto il mondo e per ultimo ha raggiunto anche il nostro paese, dove l’uscita è stata posticipata per non “danneggiare” gli “imperdibili” cinepanettoni di De Sica e company.

L’ultima fatica cinematografica di James Cameron racconta la storia di Jake Sully, marine costretto sulla sedia a rotelle, che accetta di prendere il posto del suo defunto fratello, all’interno di una importante missione sul pianeta Pandora. Siamo nel 2154 e sul pianeta gassoso è in atto una spedizione di umani che coinvolge sia scienziati alla scoperta del affascinante pianeta che marines che agli ordini dell’uomo d’affari Parker Selfridge (Giovanni Ribisi), cercano di raggiungere i principali giacimenti di Unobtanium, minerale di inestimabile valore.
Data la tossicità dell’atmosfera del pianeta, all’interno di laboratori vengono creati degli esseri nati dall’intreccio di DNA umano e DNA dei Na’Vi, la popolazione indigena di Pandora. Queste creature sono dei veri e propri Avatar dei loro corrispondenti umani, i quali riescono a comandare con un interfaccia mentale i loro nuovi corpi, così da poter esplorare facilmente il pianeta e poter conoscere e stringere contatti con i Na’Vi.

Avatar si presenta così al pubblico cinematografico, contrariamente alle attuali tendenze holliwoodiane, con una trama che ad un primo sguardo non può sembrare che estremamente semplice e banale.
E probabilmente questa è stata la sfida che si è posto Cameron quando ha realizzato Avatar, riuscire a creare un film straordinario lavorando su leve diverse da quelle classiche, ed a mio avviso ci riesce, ed anche molto bene.

Lavorando in maniera straordinaria sui dettagli e curando al meglio tutti i particolari riferiti ai protagonisti, alle loro origini, al loro legame con Pandora e alla biologia dell’ambiente stesso, Cameron riesce a portare al massimo la magia del 3d e degli effetti speciali e gli spettatori si ritrovano d’incanto all’interno di un pianeta magico, con la sensazione di poter addirittura respirare anche la stessa aria dei protagonisti.

Come detto precedentemente, la trama, pur sembrando scontata e banale, rimane comunque sviluppata in maniera ottima, specialmente per i dettagli e per tutto il contorno. Al suo interno Cameron riesce ad inserirci diversi temi, la fantascienza, la storia d’amore, i contrasti scienza e religione, la filosofia ecologica e battaglie spettacolari, il tutto senza appesantire il film e facendolo scorrere in maniera molto lineare.

Una citazione la meritano anche gli attori, che nonostante per buona parte dei 162 minuti subiscano ricostruzioni al computer, hanno comunque messo in scena una interpretazione positiva, riuscendo a rendere reali anche le espressioni dei loro alter-ego Na’Vi.
Si erge su tutti Sam Worthington nei panni del protagonista Jake Sully, ben coadiuvato da Zoe Saldana che da vita alla bella indigena Neytiri. Non male anche Sigourney Weaver, questa volta in versione più “dolce” nei panni della dottoressa Grace Augustine, così come non sfigura Stephen Lang che interpreta l’incazzatissimo colonnello Miles Quaritch.

Ovviamente senza degli effetti speciali che rasentano le perfezione, le varie interpretazioni avrebbero perso molto, ma dalle somiglianze con gli Avatar, alla loro espressività, senza dimenticare la creazione di un ambiente estremamente realistico ed affascinante, così come le spettacolari battaglie o le realistiche gambe atrofizzate di Jake.

Purtroppo già da molto tempo vi erano delle enormi aspettative per questo film e nonostante a mio avviso le abbia rispettate più che bene, tutta questa pubblicità non ha fatto solo bene,  tanto che molta gente ha iniziato a vedere Avatar come il solito blockbuster arrogante e mangia soldi, pregiudicando il giudizio di diverse persone e soprattutto (cosa per me inspiegabile) anche di coloro che ancora non hanno visto il film.

Potrei stare qui a continuare ad elogiare la magia del film e le incredibili immagini che mi sono scorse davanti ai miei occhi qualche giorno fa, ma preferisco cercare di rimanere (abbastanza) diretto e concludere dicendo che Avatar è, a mio avviso, sicuramente uno dei film più belli che abbia mai visto, che segnerà la storia del cinema, in quanto prodotto in grado di stupire, affascinare e lasciare senza fiato il pubblico attraverso una nuova forma di coinvolgimento che potrebbe cambiare decisamente il futuro del cinema.

Alla fine del film avrei voluto solamente poter continuare ad ammirare la bellezza di tutto ciò che James Cameron ha realizzato, e solo il fatto di avermi trasmesso una sensazione talmente forte, che non provavo da tanto, mi spinge ad esagerare e a premiare questo film con il massimo dei voti. Io lo vedo.

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Fanboys

17 gennaio 2010 in film commedia

FanboysVotoClod: 7/10

Titolo orginale: Fanboys
Lingua originale: inglese
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 97′
Genere: commedia, avventura
Regia: Kyle Newman

Se ne parlava già da pareccho tempo e finalmente ho avuto modo anche io di vedere il blasonato Fanboys, film che ogni appassionato della saga di Guerre Stellari, dovrebbe vedere, quanto meno per apprezzare il modo in cui sia veramente facile impersonarsi nei simpatici protagonisti della pellicola diretta da Kyle Newman.

Ambientata nel 1998, qualche mese prima dell’attesissima uscita mondiale di “Star Wars episodio I – La Minaccia Fantasma“, la pellicola racconta le peripezie di un gruppo di amici che partono in viaggio lungo gli Stati Uniti per raggiungere lo Skywalker Ranch, la dimora di George Lucas.
Il loro obiettivo è quello di irrompere all’interno del ranch per riuscire a vedere il film in anteprima, dato che uno dei ragazzi del gruppo è malato di cancro e non avrà la possibilità di vivere fino al maggio successivo, data di uscita del nuovo episodio.

Il film quindi è una sorta di omaggio, un omaggio a Guerre Stellari, considerata “molto più di una semplice saga cinematografica” e a quella generazione di nerd, in cui spesso e volentieri ci rispecchiamo molto più di quanto pensiamo.
Il viaggio dei cinque ragazzi si trasforma in una esilarante serie di episodi divertenti all’interno dei quali si mescoleranno pasioni, sogni, amicizia ed amore, il tutto per realizzare il sogno di un amico.

Eric (Sam Huntington), Linus (Chris Marquette), Hutch (Dan Fogler), Windows (Jay Baruchel) e Zoe (Kristen Bell) sono quindi il vero fulcro del film e regalano delle discrete interpretazioni, rendendo il film sempre piacevole anche dove la sceneggiatura scarseggia un pò o dove manca di orginalità.

Le chicca vere e proprie sono due, in primis Fanboys si dimostra come probabilmente l’unico film in grado di rappresentare al meglio la intuile quanto divertente rivalità tra i cultori di Star Wars ed i cosiddetti “trekki” (o trekker), mettendo entrambi un pò in ridicolo ma individuandoli anche come fonte inesauribile di gag.
Inoltre la sottile, ma neanche poi tanto, critica rivolta proprio a “La Minaccia Fantasma“, considerato da tutti, me compreso, come il meno riuscito episodio di tutti i sei capitoli di Star Wars. Memorabile la battuta finale del film, proprio prima della tanto attesa proiezione, dove i ragazzi si chiedono “E se fosse brutto?”.

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FilmClod và in vacanza

11 dicembre 2009 in film news

Ciao a tutti,
da oggi questo blog se ne andrà in vacanza per un bel perioduccio. Avrei voluto programmare qualche recensione durante la mia assenza ma i vari impegni non me l’hanno permesso, quindi vi lascio con un saluto e con la promessa di tornare il prima possibile con nuove recensioni.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che mi seguono e supportano il mio blog.
Auguro a tutti buone vacanze, Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!!

Ci si vede nel 2010.
Clod.

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    Sto giro COL QUATTRO lo dico io. E' un mese che n...
  • MarkSpizer:
    great post as usual!...
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    L'ho appena visto, pollice in su. Ciao HGW XX/7...
  • Anto:
    Oooh finalmente un film serio! Altro che tutte qu...
  • Clod:
    Vedo che nonostante la recente "semi-delusione" ag...

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