Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo
13 febbraio 2009 in film cult, film drammatico
VotoClod: 9,5/10
Titolo originale: One Flew Over the Cuckoo’s Nest
Paese: USA
Anno: 1975
Durata: 133′
Genere: drammatico
Regia: Milos Forman
Qualcuno volò sul nido del cuculo, il primo successo cinematografico di Milos Forman, è un vero e proprio capolavoro della storia del cinema, un inno alla libertà, che tratta temi fortissimi come il sottile confine tra la normalità e la pazzia.
Il film è tratto dal best-seller di Ken Kensey e narra la storia di Randle P. McMurphy, interpretato da uno strepitoso Jack Nicholson, che per sfuggire al carcere si fa ricoverare nell’ospedale psichiatrico diretto da Miss Ratched.
Proprio l’infermiera, direttrice del manicomio (Louise Fletcher) sarà la vera “antagonista” di Randle durante il suo periodo di cura, in quanto figura dittatoriale che rispecchia a pieno l’organizzazione dell’ospedale psichiatrico, gestito come una prigione in cui i pazienti vengono privati della loro anima e della loro voglia di vivere, e dove la libertà viene uccisa o ridotta al silenzio.
McMurphy affronta il manicomio come se si trovasse all’interno di una società normale, contestando ciò che non gli sembra giusto e cercando innovazioni e miglioramenti per sé e per i suoi compagni.
I suoi tentativi di rendere il manicomio, il più possibile piacevole e fuori dalla monotonia che regnava prima del suo ingresso, creerà dei forti scontri con Miss Ratched e lo staff dell’ospedale, ma allo stesso tempo sarà di grande aiuto per gli altri “picchiatelli”, con cui Randle condivide le giornate.
Il suo arrivo infatti cambierà la vita dei pazienti dell’ospedale: il silenzioso Grande Capo (Will Sampson), il timido Billy Bibbit (Brad Dourif), la “testa calda” Taber (Christopher Lloyd, il Doc di Ritorno al Futuro), e ancora il riservato Harding, il tenero Cheswick, Fredrickson, Bancini e il divertentissimo Martini, interpetato da un Danny De Vito alle prime armi ma già bravissimo. Mc, come lo chiamano amichevolmente loro, sconvolgerà le loro vite, facendo loro riscoprire la voglia di vivere, di ridere e di essere liberi.
Semplici partite a basket o una gita fuori programma in barca per pescare, saranno i regali più belli che Randle donerà a loro, e faranno rinascere in loro la consapevolezza che la vita non è terminata al momento del ricovero e che ancora possono godere di momenti di felicità autentica.
L’atmosfera divertente della prima parte del film, che mostra la spassosa ribellione dei pazienti, si trasforma poi in una più profonda e drammatica seconda parte, caratterizzata dalla disumanità delle punizioni inflitte a Randle e ai suoi compagni.
La voglia di vivere e l’allegria di McMurphy verranno infatti ridotte alla lobotomia, e questo solo perché egli desiderava la libertà, ma nonostante ciò la scena finale con la fuga verso la libertà del Grande Capo, preceduta dalla morte di Randle, e l’urlo di gioia di Taber, mantengono viva la speranza e la voglia di libertà del personaggio di Nicholson.
Il film rappresenta a mio avviso una drammatica metafora della nostra civiltà, non in grado di distinguere la differenza tra il sano ed il malato ed allo stesso tempo è un inno alla libertà e alla vita per cui vale la pena lottare, combattere e se necessario, anche morire.
Il suo trionfo agli Oscar nelle categorie principali (miglior film, miglior attore e attrice protagonista, regia e sceneggiatura) è stato il giusto riconoscimento per un capolavoro reso tale dalla bravura di Milos Forman e dalla profondità dell’interpretazione di ogni attore.
1 commento a Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo
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L'ho appena visto, pollice in su. Ciao HGW XX/7... - Anto:
Oooh finalmente un film serio! Altro che tutte qu...
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Molti credono purtroppo che i cosidetti “matti” non debbano vivere semplicemente privandoli di fare ciò che vogliono, di stare insieme ad altra gente, di passeggiare per un parco…
questo film fa riflettere molto e lo consiglio vivamente.