Un giorno di ordinaria follia

1 dicembre 2009 in film cult, film drammatico

un-giorno-di-ordinaria-folliaVotoClod: 7,5/10

Titolo originale: Falling Down
Lingua originale: inglese
Paese: USA
Anno: 1993
Durata: 113′
Genere: drammatico
Regia: Joel Schumacher

Un giorno di ordinaria follia, del regista statunitense Joel Schumacher, è il racconto della giornata al limite della normalità, vissuta da William Foster interpretato da un giovanissimo Michael Douglas.
Foster vive una vita difficile, è da poco divorziato dalla moglie ed in una caldissima giornata, dopo aver abbandonato la propria auto nel traffico losangelino, si reca in un drugstore dove avrà un violento un litigio con il proprietario.

Da quel momento William farà esplodere tutta la sua rabbia e tutta la violenza che portava dentro di sè, dando vita ad una giornata talmente folle, da picchiare ed uccidere chiunque gli capiti nelle vicinanze.

E’ questa la trama di uno dei film classici degli anni 90, uno di quei film del genere che io amo chiamare “psycho” proprio per la tipologia di trama e sceneggiatura che tanto si discosta da quelle tradizionali, ma che al tempo stesso affascinano moltissimi spettatori.
La pellicola è senza dubbio una delle migliori opere dell’ormai veterano Schumacher, ed è incentrata per la maggior parte sulla psiche del protagonista, un William Foster, portato sullo schermo da un perfetto Michael Douglas, tanto bravo ad interpretare Foster in versione cittadino modella, quanto sorprendente nel dare vita a tutta la pazzia del personaggio.

L’origine della pazzia di William Foster detto anche “D-Fens“, sta tutta nell’impossibilità di vedere sua figlia nel giorno del suo compleanno ed è la goccia che fa traboccare l’onda di odio che si teneva dentro, maturata negli anni precedenti a causa delle tante ingiustizie e contraddizioni del mondo moderno.
L’intero film infatti, non è altro che una grossa critica alla società attuale, con la sua vita frenetica ed i suoi ritmi incontrollabili, che ci impongono una vita a ritmi improponibili e divorati dallo stress.

La stessa regia del film, richiama le sensazioni di frenesia e stress di D-Fens e le contrappone in maniera perfetta all’ultimo giorno di servizio del detective Prendergast (Robert Duvall), finendo per far incrociare e scontrare i due personaggi, riscoprendoli poi così non tanto diversi tra loro.

Tutto il film si rivela quindi un continuo confronto/scontro, tra i due personaggi, tra le loro personalità, tra la vita apparentemente normale e quella selvaggia di chi si lascia andare alla rabbia senza controllo. Una storia drammatica che con una sottile ironia può far riflettere sulla nostra vita, molto più di quello che può sembrare.

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