Romanzo Criminale
11 marzo 2010 in film italiano, film mafia
VotoClod: 7/10
Titolo originale: Romanzo Criminale
Lingua originale: Italiano
Paese: Italia/Francia/Gran Bretagna
Anno: 2005
Durata: 152′
Genere: gangster, poliziesco
Regia: Michele Placido
Probabilmente uno dei film meglio riusciti di Michele Placido, Romanzo Criminale rientra tra i gangster movie all’italiana e racconta le “gesta” della banda della Magliana, che per più d’un ventennio ha sparso terrore a Roma ed in tutta Italia.
Al centro della pellicola ci sono i capi della banda, ovvero il Libano, il Freddo ed il Dandi, interpretati rispettivamente da Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart e Claudio Santamaria; a questi dà la caccia il commissario Scialoja, interpretato da Stefano Accorsi.
Il film inizia raccontando la gioventù dei futuri boss, alle prese con i primi furti ed i primi crimini. Da questo momento in poi inizierà la loro scalata nel mondo della malavita, mostrandoci il tutto con uno sguardo dal basso così come dal basso è nata la banda della Magliana.
Placido porta quindi sul grande schermo una storia che narra alcuni dei momenti più cupi della recente storia italiana, dal caso Moro alla strage della stazione di Bologna, realizzando una trasposizione abbastanza fedele del romanzo di Giancarlo di Cataldo (che ha collaborato anche nella realizzazione della sceneggiatura).
Nel corso delle 2 ore e mezza Placido rispolvera il cinema noir italiano della migliore tradizione durante cui rimane impossibile non farsi coinvolgere nelle vicende dei protagonisti e nella loro lenta discesa all’inferno, con un filo conduttore molto schietto e ruvido che collega saldamente l’inizio e la fine del film.
L’ambientazione è ottima e riproduce al meglio la Roma degli anni ‘70 e ‘80 rendendo palpabile quella sfumatura dei confini tra politica e criminalità, che tendono sempre di più a confondersi.
Tutto ciò è reso possibile anche dalla bravura del cast tra cui, oltre ai quattro già citati, non sfigura per niente un Riccardo Scamarcio ben mimetizzato nei panni de il Nero ed Anna Mouglalis che porta sullo schermo la conturbante Cinzia “Patrizia” Vallesi.
A mio avviso rimangono superiori le interpretazioni di Kim Rossi Stuart ma soprattutto di Claudio Santamaria che con il Dandi dà sfoggio di tutta la sua bravura, regalandoci uno dei personaggi più carismatici del cinema italiano recente.
Purtroppo vi sono anche alcune note dolenti, prima fra tutte l’eccessiva durata dovuta principalmente alla mancanza di coraggio (passatemi il termine) di Placido, che rimane fin troppo fedele al romanzo evitando di fare quei tagli che secondo me avrebbero alleggerito la pellicola quel tanto che basta per evitare alcuni cali di tensione, specialmente nel finale.
Inoltre ritengo che sia stata data troppa enfasi alle vicissitudini amorose che nella parte centrale del film distolgono l’attenzione dai giochi di potere all’interno della banda e soprattutto aggiungono ulteriori distrazioni ad una trama già di per sè complicata e ricca di eventi.
Nonostante tutto Romanzo Criminale rimane un buon esempio di come il cinema italiano possa regalare soddisfazioni sul grande schermo e di come, con il giusto cast a disposizione ed una regia di qualità, il successo si possa raggiungere anche fuori dalla sfera “cinepanettoniana”.
2 commenti a Romanzo Criminale
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- FilmClod è pronto al ritorno
21 giugno 2010 - Romanzo Criminale
11 marzo 2010 - Top Ten Film 2009 (lug/dic)
31 gennaio 2010 - Avatar
19 gennaio 2010 - Fanboys
17 gennaio 2010
- Anto:
Sto giro COL QUATTRO lo dico io. E' un mese che n... - MarkSpizer:
great post as usual!... - Anto:
L'ho appena visto, pollice in su. Ciao HGW XX/7... - Anto:
Oooh finalmente un film serio! Altro che tutte qu... - Clod:
Vedo che nonostante la recente "semi-delusione" ag...
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[...] Approfondimento fonte: Recensione Romanzo Criminale | FilmClod.it [...]
Oooh finalmente un film serio!
Altro che tutte quelle americanate coi pupazzi blu che volano!
Recensione fedele al film, sono d’accordo sul fatto che la questione sentimentale occupi buona parte del film ma capisco Placido, se avesse raccontato solo i fatti senza aiutarsi in quel modo avrebbe fatto un documentario.
Personalmente il migliore attore lo individuo in Pierfrancesco Favino nel ruolo del Libano, poi a ruota il Freddo. Il Dandi mi sembra poco incisivo (ma si parla comunque di alti livelli sia chiaro).
Infine io darei al film almeno un 8,5.
7 mi sembra troppo poco, ma qui entrano in gioco i gusti e vista la linea dell’autore del blog capisco che sia propenso verso altri lidi cinematografici.
(ora una ramanzina).
Però se vale questo discorso ora, allora deve valere sempre; e cioè anche quando i “non-pro-Avatar” hanno giudicato non cosi positivamente il film di Cameron (per fare un esempio attuale).
Non capisco perchè i gusti sono “giusti” sono quando fa comodo mentre nel caso di Avatar i “non-fan” si siano presi discrete infamate proprio a causa dei loro gusti.
Altrimenti per il 7 a romanzo criminale avrei dovuto ricoprirti di accidenti!
Accidenti.
Ps: dove c’è una bega c’è Placido. Grandissimo!
Pps: adesso aspetto la recensione “The Doors” di Oliver Stone. E attento a cosa scrivi!
Accidenti.
Ciao