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Rachel Sta Per Sposarsi

22 luglio 2009 in film drammatico

rachelVotoClod:8/10

Titolo Originale: Rachel Getting Married
Paese: USA
Anno: 2008
Durata: 113 min
Genere: drammatico
Regia: Jonathan Demme

“Rachel sta per sposarsi” è l’ennesima opera cinematografica di alto livello che Jonathan Demme regala al pubblico, anche se di stampo diverso dai suoi precendenti capolavori come “Il Silenzio degli Innocenti” o “Philadelphia“.

Protagonista del suo nuovo film è Kym Buchmann (Anne Hathaway), ragazza ribelle che torna a casa dal centro di recupero per assistere al grande matrimonio della sua sorella maggiore Rachel, intepretata da Rosemarie DeWitt.
Il ritorno in casa della giovane, che sembra aver ormai superato i suoi problemi con la droga, fa riaffiorare però conflitti familiari che sembravano ormai superati, ed il clima di festa del matrimonio, viene spesso interrotto da tensioni e momenti decisamente drammatici.

Demme è bravissimo nel raccontare questa storia che pur partendo da una trama semplicissima e che si muove in uno spazio e in tempo limitato, in quanto gran parte delle riprese avvengono nella villa dei Buchmann ed i fatti narrati sono tutti nell’arco di tre giorni.
Durante il suo lavoro è aiutato anche dal grandissimo lavoro svolto da Jenny Lumet (figlia del grande regista Sydney) che prepara per questo film una sceneggiatura memorabile.

Il regista riesce comunque a valorizzare moltissimo il tutto, con una maniera di girare la pellicola decisamente nuova per lui, tanto che per gran parte il film sembra un documentario.
Ma la maniera in cui il regista esplora le personalità e le azioni dei vari personaggi è decisamente ottimo. Il tutto senza l’utilizzo di effetti speciali o di quanto altro possa aiutare a realizzare un buon film, solo e semplicemente il talento del regista.

Ma oltre a Jonathan Demme, se questo film è uno dei migliori prodotti degli ultimi, lo si deve anche alla grandissima prova di Anne Hathaway, che dopo aver regalato buone prove nelle precedenti commedie, ora, alle prese con un ruolo drammatico e per niente semplice, riesce finalmente a mostrare il suo vero valore riuscendosi a guadagnare pure una nomination come Migliore Attrice Protagonista all’ultima edizione degli Oscar.

A fianco della Hathaway riescono però a brillare anche gli altri attori della pellicola, primi tra tutti la DeWitt con la sua Rachel al tempo stesso sorella affettuosa ma anche piena di risentimenti e gelosie, così come Debra Winger nei panni della madre di Kym e Rachel.

Il film si presenta come una vera e propria ricerca e analisi delle varie relazioni tra i membri della famiglia e di come la schiettezza e l’ironia tagliente di Kym possa riportare alla luce tutto ciò che si era cercato di soffocare nel periodo precedente.
Non solo identificabile come film drammatico, Rachel sta per sposarsi è anche un vero e proprio concentrato di ironia e commozione, che grazie al lavoro di Demme si riesce a percepire profondamente in ogni battuta ed in ogni inquadratura.

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Coraline e la Porta Magica

10 luglio 2009 in film animazione, film fantasy

coralineVotoClod: 8/10

Titolo originale: Coraline
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 89 min
Genere: animazione, fantastico
Regia: Henry Selick

Probabilmente Coraline e la Porta Magica, è e sarà uno dei migliori film del 2009, se non addirittura  uno dei film più riusciti degli ultimi anni.
Henry Selick infatti è riuscito a ripetersi, e dopo il bellissimo “The Nightmare Before Christmas”, ci regala un altro vero e proprio capolavoro del cinema di animazione, ovviamente in stile dark.

La trama di questa nuova pellicola, pur non essendo originalissima, racconta la storia di Coraline, undicenne che con i genitori si è recentemente trasferita in una nuova casa.
Un giorno esplorando le varie stanze della sua nuova abitazione, scopre una piccola porta che sembra essere stata murata, ma che durante la notte seguente si dimostra più aperta che mai.
La giovane, attratta dai rumori provenienti dalla piccola porticina decide di entrarci per poi ritrovarsi in un mondo parallelo, identico a quello in cui abitava, ma dove tutto va come dovrebbe andare ed ogni cosa, genitori e vicini compresi, è come Coraline ha sempre desiderato.

Come già detto precedentemente la trama del film può risultare simile al ben più famoso “Alice in Wonderland” ma ciò che rende veramente speciale questo film è il grande lavoro svolto dal regista, che fin dall’inizio ha avuto il merito di andare a creare un prodotto ideale per le tre dimensioni.
Anche io ho assistito alla proiezione del film con tanto di occhialini e sono stato rapito dalla bellezza e dall’incredibile effetto che ti porta a sentire in maniera impressionante, come parte della pellicola stessa.

Il film nasce come racconto, scritto da Neil Gaiman e anche nella sua versione letteraria ha riscosso molto successo, grazie al suo mix di magia, fantasia e paura che rendono la storia una favola più adatta ai grandicelli.
Durante tutta l’ora e mezza di film si assiste ad un vero e proprio racconto di formazione, con la giovane Coraline che si trova a dover scegliere tra i suoi veri genitori, sempre indaffarati nel lavoro e spesso scontrosi e tra “l’Altro Padre” e “l’Altra Madre”, sempre pronti a riempire la ragazzina di attenzioni, nonostante quei bottoni a posto degli occhi, che risultano abbastanza inquietanti.

Il personaggio di Coraline è sempre al centro dell’attenzione e grazie al suo percorso ci è permesso di conoscere tanti altri personaggi piacevoli, come il vicino Wybie sempre accompagnato dal suo gatto nero, o come gli altri abitanti del “Pink Palace”, decisamente fuori dal comune: l’acrobata russo Bobinsky e la coppia formata da Miss Forcible e Miss Spink.
Durante la sua avventura Coraline dimostra tanto coraggio, e si troverà a dover affrontare e superare i suoi sogni trasformatisi in veri e propri incubi.

La speranza è che finalmente il lavoro di Selick possa ottenere il riconoscimento adeguato visto che con questo lavoro è stato in grado di confermare a pieno la bontà del suo operato, dato che con Nightmare Before Christmas non ha avuto molta fortuna in fatto di fama, in quanto quasi tutti sono convinti che sia stato realizzato da Tim Burton.

Il mio consiglio è di non perdersi assolutamente questo film di animazione, e di goderselo in tutta la bellezza dello spettacolo in 3D, perfetto nella tecnica in cui è girato ed in grado di valorizzare ancora di più lo stop-motion che in Coraline diventa una vera e propria gioia per gli occhi, che con i suoi colori e i suoi paesaggi visionari rapiranno e trascineranno in un mondo fantastico tutti gli spettatori, grandi e piccini.

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Transformers – La Vendetta del Caduto

30 giugno 2009 in film azione, film fantascienza

Trasformes - La vendetta del CadutoVotoClod: 7/10

Titolo originale: Transformers: Revenge of the Fallen
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 150 min
Genere: azione, fantascienza
Regia: Michael Bay

Anche in questo caso non ho resistito, sarà che da bambino li vedevo sempre, sarà che il primo episodio mi aveva gasato parecchio, fattostà che ho prenotato il mio biglietto e sono andato ad assistere all’anteprima del nuovo film di Michael Bay, Transformers – La Vendetta del Caduto.

La nuova creatura del regista americano si è presentata in maniera prepotente, con tanto di vari trailer e moltissimo viral marketing, specialmente con video e foto diffusi nella rete.
Il nuovo episodio riprende la storia a breve distanza da dove era terminato il primo episodio, con Sam Witwicky (Shia LaBeouf), pronto a trasferirsi al college e sempre più innamorato della bella Mikaela interpretata ovviamente anche in questo episodio da Megan Fox.
Ma ciò che fortunatamente non manca sono i Transformers, con gli Autobot di Optimus Prime che collaborano in segreto con il governo americano per riuscire a stanare gli ultimi Decepticons nascosti nelle varie parti del globo.
La situazione sembra essere comunque sotto controllo, fino a quando salta fuori un nuovo frammento dell’Allspark, che richiama l’attenzione dei Decepticons superstiti (e di quelli nuovi), pronti ad ottenere la loro vendetta.

La pellicola è un vero e proprio concentrato di azione ed effetti speciali, ed è tutto quello di cui io personalmente avevo bisogno: non mi aspettavo certo un capolavoro del cinema, ma un blockbuster fracassone, degno di questo nome.
A mio avviso posso tranquillamente affermare che Michael Bay ha soddisfatto a pieno le mie aspettative, certo ci sono alcuni punti su cui si poteva tranquillamente fare meglio, vedi la durata, dove francamente oltre due ore e mezza di film possono risultare facilmente pesanti a chi non è affamato di action ed esplosioni.

La trama, criticata da molti, ovviamente non si discosta da quella del primo e non propone stravolgimenti incredibili, la struttura è semplice ed è sempre la stessa, ma comunque se si voleva realizzare un film del genere con tanto di trama rispettabile, forse di minuti ne sarebbero serviti molti altri.
Bay con le sue esplosioni, i suoi rallenty, porta sullo schermo uno spettacolo per gli occhi, con delle scene e delle inquadrature veramente memorabili, una su tutte, la grande battaglia finale ambientata nella necropoli egiziana di Giza, che vede in scena tutti i Transformers principali: Optimus Prime, Megatron, Bumblebee, Devastator e The Fallen.

Di Transformers, durante il film, se ne vedono molti, ben 42, molti dei quali difficilmente riconoscibili ed individuabili durante i vari duelli e scontri. Forse questo è la pecca principale di questo film, così come lo era del primo episodio, ma Bay forse aveva troppa carne al fuoco per poter andare ad esplorare tutti i risvolti dei vari personaggi e lasciandoci semplicemente capire quanto numerosi siano i cattivi rispetto agli Autobot, gli unici di cui sicuramente si ricorderanno tutti i componenti.

I veri protagonisti del film sono quindi la macchine e soprattutto gli effetti speciali. Il lavoro svolto dalla Industrial Light &Magic è pressochè perfetto e gli attori in carne ed ossa, seppur non aiutati dalla sceneggiatura, scivolano inevitabilmente in secondo piano.
LaBeouf si distingue comunque per una buona interpretazione, con alcuni momenti decisamente simpatici ed è non male nei vari momenti di delirio e veggenza aliena.
Tra gli altri interpeti posso dire che John Turturro, nei panni dell’ex-agente Simmons, si rivela sempre affidabile, mentre non male la new entry Ramon Rodriguez. Megan Fox e la sua nuova “rivale” Isabel Lucas, di certo non sfigurano sullo schermo, ma a livello di interpretazione si può giusto notare che la Fox ha messo su un’ottima corsa..hehe.

Concludo sottolineando la mia solita polemica contro il doppiaggio/traduzione che anche in questo caso a volte sfiora il ridicolo, come nel caso del Decepticon che si inserisce nei satelliti orbitanti con il suo accento francese o nel nuovo super nemico che nella pellicola viene chiamato “The Fallen” contrariamente a quanto appare nel titolo del film, essendo appunto la vendetta del “Caduto”.

In ogni caso il film non posso che consigliarlo, ovviamente con la consapevolezza di quello che si sta per vedere, e occhio alle numerose gag in pieno stile Michael Bay sparse per tutto il film, tra cui spiccano i testicoli di Devastator!

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X-Men le origini – Wolverine

23 giugno 2009 in film azione, film supereroi

wolverineVotoClod: 7/10

Titolo originale: X-Men Origins: Wolverine
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 107′
Genere: supereroi, azione, fantascienza
Regia: Gavin Hood

Il nuovo importante lavoro cinematografico di Gavin Hood è una vera e propria sfida, che il regista sudafricano, vincitore di un Oscar nel 2006 per il Miglior Film Straniero con Tsotsi, ha accettato, convinto dal progetto Marvel, comprendente una trama succulenta ed un cast di tutto rispetto.

Nella nuova pellicola, Hood prende la saga cinematografica iniziata da Brian Singer e ritorna alle origini svelando i retroscena del personaggio principale della trilogia degli X-Men, Wolverine.
I primi minuti del film mostrano quelle che sono le origini di uno dei supereroi più amati di sempre, con un giovane James Howlett, dopo aver assistito alla morte del padre per mano del giardiniere Thomas Logan (nonché amante della madre Elizabeth), scatena tutta la sua ira e la sua rabbia interna, infilzando il giardiniere assassino con degli artigli che spuntatigli improvvisamente dalle nocche delle mani.
Nei secondi successivi il giovane mutante scoprirà che quello appena ucciso è il suo vero padre e allora decide di scappare con il fratellastro Victor.

Da questo momento inizia la vera e propria vita di Logan/Wolverine, interpretato per la quarta volta sul grande schermo da Hugh Jackman, reclutato insieme al fratello da William Stryker, un ufficiale che ha creato una super squadra speciale con vari mutanti provenienti da varie parti e che in seguito a varie circostanze doterà Logan del suo magnifico scheletro di Adamantio.

Hood cerca con il film di andare ad esplorare la combattuta mentalità di Logan, tanto spietato quanto pronto ad evitare la strage dove possibile, contrariamente al più sanguinario Victor (Liev Schreiber).
Il regista si sofferma principalmente sul complicato rapporto tra i due fratelli e sulla scelta di Logan di abbandonare la squadra per ricostruirsi una vita anche grazie all’aiuto di Kayla (Lynn Collins), nuova compagna del protagonista.

La trama della pellicola non è proprio originale, ma risulta comunque piacevole ed avvincente ed è stata strutturata proprio per rispondere agli interrogativi lasciati dai primi tre film.
Per quello che riguarda le interpretazioni, sempre standard e “wolverinica” rimane la prova di Jackman, mentre non convincono a pieno le prove di Schreiber e di Ryan Reynolds che in questo film interpreta lo spadaccino dalla battuta facile, Wade Wilson, probabile protagonista del prossimo spin-off della serie.

Purtroppo trovo anche io un po troppo sforzata la scelta di inserire alcuni dei personaggi principali della saga degli X-Men all’interno della storia, anche se non realmente legati ai fatti della Weapon X.
Nonostante tutto però il film non può deludere perchè Wolverine rimane un personaggio troppo cazzuto ed uno dei protagonisti Marvel più affascinanti di sempre.

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Juno

19 giugno 2009 in film commedia

junoVotoClod: 8/10

Titolo Orginale: Juno
Paese: USA
Anno: 2007
Durata: 92′
Genere: Commedia
Regia: Jason Reitman

Quando ha accettato di girare questo film, non credo che Jason Reitman non si sarebbe aspettato di essere in procinto di realizzare uno dei film più belli degli ultimi anni.

Juno, uscito nei cinema nel 2007, racconta di una sedicenne rimasta accidentalmente incinta dopo aver fatto sesso con un suo coetaneo. Ora deve trovare una famiglia che possa accogliere e curare il suo bambino e a bordo del suo pick-up percorre le strade del Minnesota per conoscere personalmente le famiglie in attesa di adottare la futura creatura.
La ragazza quindi, fregandosene altamente dei commenti e dei pettegolezzi della gente, è decisa a trovare la famiglia perfetta e quando sembra finalmente averla trovata, la situazione cambia e Juno si troverà ad affrontare e a conoscere i problemi del mondo degli “adulti”.

Nonostante la trama non sia il massimo, il film è veramente apprezzabile, grazie soprattutto al personaggio di Juno interpretato magistralmente dalla bravissima Ellen Page. La giovane ragazza si dimostra essere molto più matura di molti altri adulti ed il suo atteggiamento verso la vita e verso il conformismo generale non può far altro che coinvolgere profondamente lo spettatore.

Juno durante la sua ricerca, si scontrerà con il mondo degli adulti, con i loro problemi e le loro preoccupazioni troppo spesso annebbiate. Durante l’ora e mezza di film è possibile vedere il mondo secondo lo sguardo della neo-mamma che affronta vari temi, alcuni di notevole importanza, come l’aborto, la maternità, l’adolescenza ed il rapporto di coppia, analizzandoli e affrontandoli con la schiettezza dei ragazzini e allo stesso tempo con la maturità degli adulti.

L’attrice canadese si dimostra il vero fulcro della pellicola offrendo una prova di recitazione memorabile, mentre non se la cava niente male il suo partner Michael Cera che nel film interpreta Paulie Bleeker, il ragazzo di Juno.
Nella norma invece le prestazioni di Jennifer Garner e Jason Bateman, nei panni di Vanessa e Mark, i coniugi Loring che si scopriranno non così affiatati come sembrava all’inizio.

Il film, nato come un piccolo prodotto indipendente, ha raggiunto risultati incredibili, anche grazie ad una sceneggiatura da Oscar che esalta al massimo le doti dei giovani attori protagonisti di cui, ne sono sicuro, sentiremo parlare spesso anche in futuro.
Nel 2007 alla Festa del Cinema di Roma è stato l’unico film a convincere critica e pubblico, vincendo il Marco Aurelio d’Argento come Miglior Film.

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Resident Evil

4 giugno 2009 in film azione, film horror

residentevilVotoClod: 7/10

Titolo Originale: Resident Evil
Paese: Regno Unito/USA/Germania
Anno: 2002
Durata: 100′
Genere: azione, fantascienza, horror
Regia: Paul W. S. Anderson

Tratto da una famosissima saga di videogiochi, che può contare vari episodi e al tempo stesso moltissimi fan, Resident Evil, è stato uno dei primi tentativi (riusciti) di trasposizione sul grande schermo di videogiochi di successo.

Il film racconta le vicende successe all’interno della Umbrella Corporation, una multinazionale produttrice di armi chimiche e batteriologiche.

La scena iniziale della pellicola mostra subito l’origine del caos: in uno dei laboratori viene rilasciata una sostanza chimica non ben identificata e da quel momento, l’intelligenza artificiale che controlla tutta la struttura sembra impazzire, compiendo una strage tra i centinaia di scienziati della Umbrella.
Il focus si sposta poi sull’inquieto risveglio di Alice, una ragazza affetta da amnesia, che viene trasportata in maniera a dir poco brusca all’interno di una squadra speciale che avrà il compito di risolvere la situazione.

Si aprono così i 100 minuti che Paul W. S. Anderson dedica alla realizzazione del primo episodio di questa saga.
Durante il passare dei  minuti, dopo un inizio scoppiettante, lo spettatore inizia a comprendere le varie dinamiche della storia, i protagonisti, e tutto ciò che può sembrare non così scontato a chi non ha passato i pomeriggi davanti al videogame.
Il compito del regista non è stato sicuramente semplice, cercare di raccontare i numerosi eventi del gioco senza stravolgere la storia ed al tempo stesso permettere ai profani di apprezzare la pellicola.

A mio avviso Anderson ha svolto un buon lavoro, i tocchi di classe non mancano e soprattutto la scelta della colonna sonora risulta essere azzeccatissima per sottolineare i momenti salienti.
Il regista è stato uno dei primi ad utilizzare il rallenty nelle scene di action e la scelta di utilizzare i vari flashback per fare luce sulla storia di Alice è veramente apprezzabile.
Il clima di tensione e claustrofobico che riesce a creare, coinvolge completamente lo spettatore che no potrà fare a meno di gasarsi nelle varie scene di azione in cui spicca la cazzutissima Milla Jovovich.

Proprio la giovane attrice, indossando il suo vestitino rosso e i suoi scarponcini, fornisce una ottima prova di recitazione, creano una vera eroina che entra in scena apparentemente candida e disorientata, ma che finisce per trasformarsi in una vera macchina ammazza-zombie per la gioia del pubblico maschile e non solo.

Per il resto non sono da buttare qualche effetto speciale ed alcune scene ad effetto che rendono il clima decisamente teso. A parte l’interpretazione della Jovovich non c’è da segnalare nessuna altra performance a parte quella di Rain Ocampo (Michelle Rodriguez) non male nei panni della altrettanto spietata co-protagonista.
Il finale è degno del miglior videogame, e dopo l’apparente risoluzione del problema ecco che si apre la strada ad i sequel in attesa di tanti nuovi zombie a cui fracassare il cranio.

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    Sto giro COL QUATTRO lo dico io. E' un mese che n...
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    L'ho appena visto, pollice in su. Ciao HGW XX/7...
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    Oooh finalmente un film serio! Altro che tutte qu...
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